Un nuovo studio condotto dal Georgetown University Medical Centre, e pubblicato sulla rivista Cerebral Cortex, ha permesso di accertare che il bilinguismo rende più intelligenti.
Il risultato scaturito da questo studio è davvero straordinario, e pare proprio dimostrare che le persone che parlano due o più lingue avrebbero più materia grigia posizionata in alcune parti del cervello. Le parti del cervello interessate dalla materia grigia sono quelle parti che acquisiscono l’attenzione e la memoria a breve termine.
Lo studio ha anche permesso di verificare che questa differenza però non è presente nel caso in cui per altra lingua si intenda quella dei segni. Il risultato è stato ottenuto dagli studiosi dopo che hanno messo a confronto la materia grigia di persone bilingue che conoscevano l’American Sign Language, che sarebbe proprio il linguaggio dei segni, con la materia grigia delle persone che sapevano parlare spagnolo e inglese, e quella delle persone che parlavano solamente una lingua.
Il confronto tra le analisi dei soggetti scelti per lo studio ha dato modo di accertare che sia le persone che parlavano la lingua dei segni ma anche quelle che parlavano più di una lingua avrebbero avuto maggiori vantaggi in quanto dotati di un vocabolario più fornito, ma avrebbero presentato una quantità maggiore di materia grigia solo i soggetti che parlavano inglese, spagnolo e altre lingue.
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Dunque i poliglotti riescono ad ottenere migliori risultati per quanto riguarda capacità di concentrazione, attenzione e memoria a breve termine. L’analisi dei ricercatori statunitensi non lascia spazio ai dubbi e infatti, essere poliglotta aumenta la materia grigia in alcune zone del cervello, particolare che ha conseguenze cognitive non di notevole importanza.
L’utilità di conoscere più lingue è chiara a tutti e rappresenta un vantaggio fondamentale per chi viaggia e intende entrare con maggiore facilità nel mondo del lavoro.