sabato 25 giugno 2011

Tutti pazzi per greco e latino. Lezioni d'agosto dai salesiani

Articolo tratto da Università Pontificia Salesiana (http://www.unisal.it)

Venerdì 24 Giugno 2011 10:24
logo_lettere(UPS – Roma, 24 giugno 2011) – Lo scorso 19 giugno, uno dei quotidiani di Roma, Il Tempo, ha pubblicato la notizia dei corsi estivi di lingua latina e greca che la Facoltà di Lettere Cristiane e Classiche (FLCC) dell’UPS, insieme al corso di lingua italiana per stranieri, organizza per la durata di circa 5 settimane tra il 22 agosto e il 23 settembre 2011. Ai corsi possono partecipare quanti sono interessati ad approfondire le lingue classiche o gli studenti stranieri che si preparano a frequentare una delle Università Pontificie di Roma, per la cui frequenza è imprescindibile la conoscenza e l’approfondimento della lingua italiana.
Riportiamo di seguito il testo, completo di titolo e occhiello, apparso sul Quotidiano romano che ha interpellato per l’occasione il decano della Facoltà, il prof. Manlio Sodi.


Tutti pazzi per greco e latino. Lezioni d'agosto dai salesiani
L'università Pontificia organizza corsi intensivi. Presi d'assalto da matricole e liceali che vogliono approfondire
Una passione che è cominciata, forse, con Harry Potter. Infatti il maghetto di Hogwarts è solito pronunciare i suoi incantesimi nella lingua di Cicerone. È innegabile, comunque, che l'interesse per il latino, che va di pari passo con quello per il greco, a sorpresa, è in crescita tra le nuove generazioni. Lo sa bene don Manlio Sodi, presidente della Pontificia Accademia di Teologia e decano della Facoltà di Lettere Classiche dell'Università Pontificia Salesiana che dal 2005 organizza corsi estivi (intensivi) di latino, greco e italiano (per stranieri). Quest'anno partono il 22 agosto e terminano il 23 settembre. Dal lunedì al venerdì, quattro ore al giorno, full immersione nella lingua dei padri. Il costo 450 euro. «Sono corsi aperti a tutti - spiega don Manlio - e molto apprezzati da chi sta per iniziare gli studi universitari e anche dai liceali che devono riprendere la scuola e hanno bisogno di approfondimenti. Un mese full-immersion di latino e greco ha dei grossi vantaggi. Il metodo è progressivo. Le classi (sei, otto alunni massimo) sono formate per livelli di competenza. Agli alunni si fa un test d'ingresso di verifica». Limiti d'età? «Assolutamente no. In classe ci sono anche pensionati. All'incirca s'iscrivono 150 alunni. C'è tempo fino al 22 agosto». Il metodo? «I nostri insegnanti sono specialisti e puntano principalmente sulla grammatica». Perché quest'interesse per il greco e il latino? «Le lingue latino e greco sono la chiave essenziale per comprendere la nostra tradizione. È un interesse che ha pervaso non solo l'Europa ma anche la Cina e i paesi asiatici in generale. Proprio i cinesi grazie all'influsso di Matteo Ricci, sono i più interessati alla cultura latina. Abbiamo organizzato diversi incontri e scambi con l'università di Pechino. La passione per la lingua latina s'è riaccesa anche con il ritorno alla messa in latino». È vero che i vostri allievi rifuggono dall'idea che il latino e il greco siano lingue morte? «Proprio così! Mi è capitato di partecipare a pranzi con studenti (laici) che si scambiavano frasi in latino ad esempio dac mihi sal!» Chi è interessato al greco? «Quelli che vogliono intraprendere studi teologici o scientifici». E al latino? «Al di là dell'aspetto religioso chi è interessato ad avere un contatto diretto con le nostre radici». I liceali che parteciperanno al suo corso riprendono la scuola il 13 settembre. Il corso finisce il 23 settembre. Come fanno? «Vorrà dire che negli ultimi dieci giorni lo faranno il pomeriggio».
Nat. Pog. - Il Tempo – Roma, domenica 19 giugno 2011, pag. 25.

martedì 7 giugno 2011

Terza media, sulla seconda lingua decide il collegio docenti

Articolo tratto da "La Repubblica" (http://www.repubblica.it)

Marcia indietro del Ministero. Più tempo per la prova Invalsi
di SALVO INTRAVAIA

ROMA - Marcia indietro del ministero sugli esami di terza media. Dopo la levata di scudi dell'Anp - l'Associazione nazionale presidi - contro la circolare dello scorso 26 maggio, che prevedeva una prova scritta autonoma per la seconda lingua comunitaria, viale Trastevere ritorna sui suoi passi. Ad annunciarlo è lo stesso ministero col comunicato che lancia gli esami per 593 mila ragazzini di terza media. "Per quanto riguarda la prova scritta della seconda lingua straniera - scrivono - il Miur conferma le indicazioni contenute dalla circolare 46 che stabilisce l'autonomia dei collegi dei docenti nella scelta della prova scritta".

Altra novità, la prova Invalsi, il test predisposto dall'Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema d'Istruzione e Formazione su mandato del Ministro. Quest'anno l'Invalsi, accogliendo le richieste di diverse scuole, ha deciso di allungare di 30 minuti il tempo a disposizione per lo svolgimento del test: 15 minuti in più per il test di matematica e 15 in più per il test d'italiano. Si passerà dunque dai 60 minuti dello scorso anno a 75 minuti per ciascuna prova. Inoltre è previsto che gli studenti svolgano prima la prova di matematica e, dopo una pausa di 15 minuti, quella d'italiano. Il test Invalsi si svolgerà lunedì 20 giugno, unica data stabilita dal Miur per la prova nazionale. Il calendario per le altre prove invece è stabilito autonomamente dalle singole scuole.

La seconda lingua. L'associazione nazionale presidi, guidata da Giorgio Rembado aveva chiesto "di valutare l'opportunità di diramare una nota integrativa che consenta agli istituti scolastici di gestire l'esame di Stato 2010/11 secondo le deliberazioni già assunte dai rispettivi collegi docenti". I dirigenti scolastici temevano la necessità da parte delle scuole di "introdurre una seconda prova scritta ex abrupto, senza che gli alunni avessero avuto modo di esercitarsi in modo adeguato in tal senso e con evidente pregiudizio per l'esito finale dell'esame".

Gli istituti che all'inizio dell'anno scolastico avevano deliberato per una sola prova scritta su entrambe le lingue straniere o per la sola prova scritta di Inglese non dovranno quindi modificare i proprio piani. L'altra novità introdotta quest'anno riguarda la prova nazionale Invalsi di Italiano e Matematica, in programma il prossimo 20 giugno. Per risolvere i due test i ragazzi avranno a disposizione in tutto 150 minuti, anziché 120.

(07 giugno 2011) © Riproduzione riservata

domenica 5 giugno 2011

Negli Stati Uniti boom di iscritti ai corsi universitari di lingua italiana

Articolo tratto da newnotizie (http://www.newnotizie.it)

foto da shoppy.biz

L’italiano diventa sempre più diffuso negli Stati Uniti: a confermarlo, il moltiplicarsi di corsi dedicati alla lingua di Dante che, secondo la Modern Language Association (Mla) - l'organizzazione per lo studio e l'apprendimento delle lingue straniere, ha registrato, nell’ultimo anno, un notevole incremento. Nel 2009 gli iscritti universitari alle classi di italiano in tutti gli States erano 80.752, il 3% in più rispetto agli iscritti del 2006. Se poi si va indietro fino al 1998, si scopre che l’italiano ha guadagnato ad oggi il 63% in più di iscritti, diversamente da quanto è accaduto ad altre lingue europee.
«Spagnolo, francese e tedesco – ha osservato, infatti, la Mla - continuano a guadagnare iscritti ma, complessivamente, crescono più lentamente di altre lingue».

A favorire questo trend più che positivo del nostro idioma, il recente “upgrade” dell’italiano a materia di “serie A” nei licei Usa. La crescita delle iscrizioni e l’influenza esercitata da istituzioni e organizzazioni italo-americane, hanno, infatti, spinto il College Board, l’organismo che coordina le attività di quasi seimila tra scuole e college americani, a reintrodurre dal prossimo anno la lingua italiana nell’Advanced Programm, ovvero tra quei corsi delle scuole superiori che garantiscono crediti formativi validi a livello universitario.
«Nel solo distretto della Capitale americana - si legge in una nota dell’Ambasciata italiana a Washington - il numero di iscrizioni ai corsi di italiano nelle scuole medie e superiori in partenza a settembre è raddoppiato rispetto a quello dell'anno scolastico che si sta per chiudere».
«Plaudo a questa tendenza anche se non me la sento di dare giudizi affrettati – ha dichiarato il linguista e filologo Luca Serianni -. Bisognerà vedere bene i numeri e il grado di conoscenza cui si arriverà. Spesso in molte università, anche prestigiose, degli Stati Uniti – ha proseguito il docente di Storia della lingua italiana alla Sapienza di Roma - i corsi di italiano non si focalizzano tanto sull'idioma quanto sulla cultura, una cosa certamente meritevole e positiva ma diversa dallo studio vero e proprio della lingua».

Valentina De Simone

sabato 4 giugno 2011

«Il latino è un valore-rifugio»

Articolo tratto da Swiss Info (http://www.swissinfo.ch)


Il teatro romano di Augusta Raurica, nei pressi di Basilea
Il teatro romano di Augusta Raurica, nei pressi di Basilea (Keystone)

Di Andrea Clementi, swissinfo.ch


Una vera mobilitazione popolare ha convinto il governo ginevrino a tornare sui suoi passi: la presenza del latino nei programmi scolastici non sarà indebolita. Ma perché studiare questa lingua è ritenuto ancora oggi importante?


17'003 firme in un mese e mezzo: è il risultato dello sforzo dei docenti di latino del canton Ginevra, insorti contro la proposta dell'esecutivo cantonale di stralciare la materia dai programmi del settimo anno del ciclo d'orientamento (allievi 13enni).

Il comitato promotore della petizione ha raccolto consensi anche oltre i confini cantonali: le adesioni, grazie a un'attiva campagna condotta in Internet e su Facebook, sono infatti giunte pure dalla Svizzera germanofona e dal Ticino. L'esito insperato dell'azione di sostegno – i promotori miravano a 10'000 firme – ha quindi convinto il governo a modificare il progetto.

«Il risultato ottenuto ha stupito noi per primi: ci siamo resi conto che per molte persone il latino è come l'oro, cioè un valore-rifugio. Una parte importante della popolazione ritiene infatti questa lingua un punto di riferimento», rileva Claude Antonioli, docente di latino al Liceo Rousseau di Ginevra.

Ginnastica mentale
«Più che una lingua morta, il latino va considerato una lingua madre. Studiandolo, l'allievo acquisisce una prospettiva storica, culturale e nel contempo – per esempio nel caso dell'italiano – riesce a comprendere meglio le basi linguistiche e grammaticali della sua lingua», sottolinea Andrea Jahn, vice-presidente dell'Associazione svizzera dei filologi classici nonché professore di latino al Liceo di Lugano 1.

Andrea Jahn ricorda poi che «in un mondo come quello attuale, caratterizzato da esigenze di tipo tecnico ed economico, occuparsi in maniera approfondita della traduzione contribuisce certamente a migliorare la padronanza della lingua di arrivo».

Claude Antonioli aggiunge: «Il grande pregio dello studio delle lingue antiche come il greco e il latino è l'aspetto… avventuroso. Occuparsene significa infatti interrogarsi di continuo in merito al senso di una parola, alla sua posizione nella frase, alla migliore traduzione. La persona è quindi obbligata a prendere costantemente delle decisioni, ciò che costituisce un sicuro vantaggio nel percorso formativo. Non si è quindi trattato di una battaglia per tutelare una visione passatista della scuola».

Unico neo: «Chiaramente si tratta di un processo faticoso i cui risultati non sono immediati: per tradurre Tacito servono parecchi anni di preparazione…».

C'è chi dice no
Elsbeth Stern, professoressa di didattica al Politecnico federale di Zurigo, esprime da anni riflessioni critiche relative allo studio del latino. Sulla base delle sue ricerche, la docente tedesca ne mette fortemente in dubbio il reale vantaggio per l'apprendimento delle lingue moderne e lo sviluppo del pensiero logico. A suo parere, sarebbe molto più importante investire risorse nell'insegnamento delle scienze esatte come la matematica.

Inoltre, in una recente intervista Elsbeth Stern ha affermato: «Il fatto di aver studiato latino fornisce un'informazione sul candidato a un posto di lavoro indicativa tanto quanto il colore dei suoi capelli». A giudizio della professoressa, valutare positivamente la presenza del latino nel curricolo è internazionalmente superato e indice di un certo snobismo culturale.

Secondo Jahn, invece, «il latino è una materia che educa al rigore, alla costanza e alla formalizzazione del pensiero. Si tratta di qualità sicuramente apprezzate sul mercato attuale del lavoro, anche se ovviamente il latino non costituisce l'unico criterio per l'assegnazione di un impiego».

D'altronde, evidenzia Antonioli, «altri studi mostrano al contrario come chi ha studiato greco o latino ottiene in seguito risultati migliori rispetto ai non-latinisti e ai non-grecisti».

In merito al concetto di utilità, Jahn osserva: «Molto dipende da come definiamo ciò che "utile". Sono convinto che insegnando materie "inutili" – come le lingue antiche, la letteratura, le arti – si trasmettono conoscenze e una disciplina mentale che risulteranno preziose anche nel mondo moderno, tecnologico e produttivo. Ovviamente questo vale anche per altre materie, come appunto la matematica: non si tratta di determinare quale è la più utile».

Opportunità per tutti
I docenti di latino rifiutano assolutamente l'etichetta di materia elitaria: «Oggigiorno lo studio delle lingue antiche non rappresenta più un requisito di ceto sociale. Anzi, è fondamentale che a tutti gli studenti sia offerta la possibilità di seguire queste lezioni», afferma Andrea Jahn.

«Quello che abbiamo difeso e che difendiamo – conclude Antonioli – non è certo un privilegio di classe, bensì l'opportunità per tutti gli allievi di riflettere in una dimensione diversa, in cui possono prendersi un po' più di tempo per pensare».


Andrea Clementi, swissinfo.ch