venerdì 30 novembre 2012

Vaticano, accademia di latinità

da www.lettera43.it

Per insegnare la lingua ai sacerdoti.


Chi pensava che il latino fosse una lingua morta, aveva torto. Al contrario. Il latino è lingua viva, almeno in Vaticano. Papa Joseph Ratzinger con un motu proprio firmato il 10 novembre, ha istituito la Pontificia accademia di latinità per garantire ai futuri sacerdoti lo studio della lingua ufficiale del Vaticano.
L'istituzione di questa nuova accademia, voluta dal pontefice per formare i futuri preti, di fatto abolisce la Fondazione Latinitas, un organismo ideato da Paolo VI ma che ormai era ridotto a un piccolo circolo di eruditi.
DIFFONDERE LINGUA E CULTURA. Lo scopo dell'Accademia è di diffondere e valorizzare la cultura latina, una lingua che è alla base di tutti i principali documenti della Santa Sede. A capo del nuovo organismo è stato posto il prossessor Ivano Dionigi, rettore dell’università di Bologna. All'Osservatore Romano ha spiegato che il latino lungi dall'esser una lingua morta è alla base della nostra cultura.
Domenica, 11 Novembre 2012

mercoledì 28 novembre 2012

Ue, Roma vince la battaglia contro la discriminazione dell'italiano nei bandi di concorso. Moavero: vittoria

da www.ilsole24ore.com


Tutte le 23 lingue d'Europa sono uguali. No ai bandi di concorso pubblicati solo in inglese, francese e tedesco. La Corte di Giustizia europea ha annullato una sentenza di primo grado che li ammetteva. Per l'Italia, che ha presentato il ricorso, e per l'uso dell'italiano è una vittoria politica ma anche una rivincita. Perché è sul trilinguismo di fatto che domina nelle istituzioni che si fonda anche l'impianto del sensibile dossier del brevetto europeo. Che andrà avanti comunque col regime della cooperazione rafforzata, senza Italia e Spagna unite nella contestazione appunto del trilinguismo. Ma il principio fissato dalla Corte peserà.
Il ministro degli Affari europei, Enzo Moavero, parla di «importante vittoria». D'accordo il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, secondo cui la sentenza è una «grandissima soddisfazione». E la definisce «una pronuncia di fondamentale importanza» perché dimostra che l'Italia non si è opposta «per arbitrio nazionalistico» ma perché la «difesa del principio di non discriminazione linguistica» è «un elemento sostanziale per la stessa ragion d'essere dell'Unione».
E tra i partiti esultano tanto il Pd (per Farinone ha «probabilmente influito il profilo più europeo del governo») quanto la Lega Nord (per Morganti "era ora che venisse spodestato il trilinguismo"). L'eurodeputato leghista Giancarlo Scottà lega le due questioni dell'italiano nel bando di concorso e nei brevetti: il giudizio della Corte Ue, dice, è «una vittoria importante per i nostri cittadini, dopo l'amara sconfitta che abbiamo subìto sul brevetto europeo, rimasto trilingue, con gravissime conseguenze per le nostre aziende».
Per i giudici di Lussemburgo che hanno esaminato il ricorso, la scelta di pubblicare un bando in sole tre lingue costituisce effettivamente «discriminazione basata sulla lingua» cosa che invece non era stata riconosciuta in primo grado con la sentenza del 13 settembre 2010. La decisione di oggi comunque non rimette in discussione i concorsi svolti, «al fine di salvaguardare il legittimo affidamento dei candidati selezionati».
Il caso contestato è partito nel febbraio e maggio 2007 quando vennero pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione e solo in francese, inglese e tedesco, i bandi di selezione per personale nel settore dell'informazione, della comunicazione e nei media. In essi si chiedeva la conoscenza "approfondita" di una delle 23 lingue e la conoscenza "soddisfacente" di una tra tedesco, inglese e francese. Lingue in cui si sarebbero svolti i test di preselezione, nonché le prove scritte del concorso.
La Corte ha ragionato per sillogismo: visto che è obbligatoria e «senza alcuna eccezione» la pubblicazione dei bandi sulla Gazzetta Ufficiale in tutte le 23 lingue ufficiali, anche quei bandi lo dovevano essere. I giudici comunque hanno sottolineato l'ovvio, ovvero la conoscenza di inglese, francese e tedesco che oltre alla propria lingua madre è fondamentale per lavorare nelle istituzioni europee.
Semmai bisogna stabilire principi chiari per non favorire chi è anglofono, francofono o germanofono per nascita. Ecco perciò che i test si potranno fare in lingua madre, ma anche il riconoscimento che «le conoscenze linguistiche costituiscono un elemento essenziale della carriera dei funzionari».