mercoledì 19 giugno 2013

Perù, entusiasmo per la Bibbia in lingua quechua

da www.evangelici.net

AYACUCHO (Perù) -Il mese scorso, migliaia di peruviani di lingua quechua hanno invaso le strade di due città: Ayacucho (nota anche come Huamanga) e Huanta cantando e sventolando bandiere con versetti della Bibbia per esprimere la gioia di avere una nuova traduzione della Bibbia nella loro lingua e per acquistarne una copia (offerta a un prezzo agevolato). In un mese le scorte sono esaurite e si sta già procedendo alla ristampa.
Ad Ayacucho oltre un milione di persone sono di lingua quechua e in questa loro lingua era già stata stampata la Bibbia da oltre venticinque anni . La Bible Society peruviana motiva l'entusiasmo per la nuova traduzione con il fatto che la prima edizione era diventata ormai difficile da capire per le trasformazioni subite dalla lingua parlata. Si tratta di trasformazioni generate dalle vicissitudini della popolazione, non ultimo «Il terrorismo - spiega la Bible Society che affliggeva negli anni '80 il territorio di Ayacucho e che ha costretto molti a lasciare i loro villaggi, a cercare rifugio nelle città e ad adottare termini dello spagnolo parlato nelle città, mentre altri termini quechua cadevano in disuso.

È Su richiesta delle chiese locali, che la Società biblica peruviana ha rivisto il testo: tre anni di lavoro accompagnato da test approfonditi per verificare che la nuova traduzione fosse facilmente comprensibile da anziani e da giovani. La nuova edizione comprende una concordanza, delle note, un glossario, illustrazioni e mappe. [gp]

Fonte notizia: http://www.unitedbiblesocieties.org/

(nella foto: un giovane di Ayacucho con la sua scatola di nuove Bibbie, foto UBS)

martedì 11 giugno 2013

L’Ue richiama l’Italia: non ha ancora firmato la Carta di tutela

da messaggeroveneto.gelocal.it

Monito da Bruxelles al Governo Letta Cisilino (Arlef) ai lavori

BRUXELLES «Dopo vent’anni dall’adozione della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie l’Italia non ha ancora provveduto alla sua ratifica. Si tratta di una situazione a cui il Governo italiano è chiamato a intervenire quanto prima».
La coincidenza tra il richiamo nella sede del Parlamento europeo a Bruxelles del vicepresidente della ong di rappresentanza delle minoranze presso l’Ue, Davyth Hicks, in occasione del convegno “Regional languages in the polices of the European union and its member States” e le celebrazioni per il ventesimo della Carta europea delle lingue minoritarie è bruciante.
Infatti, proprio mentre ovunque si organizzano manifestazioni e convegni per celebrare l’avvenimento, in Europa ci si chiede come mai in Italia non sia stato ancora ratificato il trattato internazionale che è già entrato in vigore in 25 stati europei.
A ricordarlo è stato proprio ieri anche il finlandese poliglotta – dieci sono le lingue che pratica attivamente - Johan Haggman, coordinatore del team della Commissione europea che si occupa di multilinguismo. Haggman, che ha parlato al convegno organizzato dalla Regione polacca della Pomerania in collaborazione con la Regione Friuli Vg per il tramite dell’ufficio di collegamento di Bruxelles, ha confermato la grande attenzione per la situazione della lingua friulana, che, ha garantito, «viene costantemente monitorata dal Commissario europeo per il multilinguismo».
A tal proposito, è stato il direttore dell’ARLeF, William Cisilino, a illustrare il percorso normativo che la Regione Friuli Vg ha portato a termine a favore della tutela del friulano: «La promozione delle minoranze linguistiche – ha rilevato Cisilino - diventerà sempre piú importante nell’ambito delle future politiche europee, tant’è che ormai le lingue minoritarie possono accedere, con la stessa dignità delle altre, a tutti i programmi di finanziamento della Ue».
«A tal fine risulta strategico instaurare rapporti di collaborazione proficui e duraturi con le organizzazioni presenti nelle istituzioni europee, come il European Language Equality Network».

mercoledì 5 giugno 2013

Giornata della lingua russa

da italian.ruvr.ru

5.06.2013, 16:01




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© Foto: SXC.hu

Il 6 giugno, sotto l’egida della Nazioni Unite, si festeggia la Giornata internazionale della lingua russa, una delle sei lingue ufficiali dell’Onu e una delle piu’ piu’ diffuse del pianeta. Ma non solo. La conoscenza del russo e’ obbligatoria per chiunque voglia lavorare nello spazio. E quindi possiamo dire che si tratta di una lingua cosmica.

Per celebrare il giorno del russo, lingua madre di 164 milioni di persone, e’ stata scelta la data del 6 giugno, giorno di nascita di Aleksandr Puskin, padre della lingua russa moderna.
Negli ultimi anni, grazie ai cambiamenti politici ed economici, vediamo mutamenti positivi nello sviluppo del russo come lingua di comunicazione internazionale. Infatti, lo conoscono (come lingua straniera) 114 milioni di persone.
Dice la signora Valentina Matvienko, presidente della Camera alta del Pparlamento russo:
Fra questi cambiamenti basti ricordare la nascita dell’Unione Euroasiatica, l’ingresso della Russia nel WTO, la costruzione di gigantesche arterie infrastrutturali come la Rotta marittima settentrionale, nuove condutture e ferrovie, nuovi porti nell’Estremo Oriente.
Vediamo un afflusso continuo d’interesse verso la cultura, la letteratura, il teatro e la musica russa.
Le mostre che allestiscono all’estero i nostri maggiori musei del calibro dell’Ermitage, del Museo Puskin, del Museo Russo e della Galleria Tretjakov, suscitano un grande interesse in tutto il mondo.
Le autorita’ e la societa’ si impegnano per offrire sempre maggiori possibilita’ per conoscere la nostra cultura.
In conclusione, dice la signora Matvienko, vorrei ricordare le parole di Nikolaj Karamzin, padre della storiografia russa: Gloria alla nostra lingua che nella sua primigenia ricchezza scorre con l’orgoglio e la potenza di un grande fiume.
Secondo gli ultimi sondaggi, il 6 % nell’Unione Europea parla il russo (una cifra paragonabile alla popolarita’ dello spagnolo). Il russo viene studiato in 100 paesi. In 79 all’universita’ e in 54 fa parte del programma scolastico. Lo parlano anche i leader di numerosi paesi.
Nelle universita’ del nostro paese, dice Ghennadij Ziuganov, leader del partito comunista, hanno studiato 600 mila specialisti stranieri che parlano il russo alla perfezione. Oggi non pochi presidenti lo conoscono, ad esempio, Jiang Zemin, ex leader della Cina, che inoltre canta benissimo le canzoni russe.
Quando siamo stati con il presidente Putin in Vietnam per firmare l’accordo di collaborazione economica, egli e’ stato stupito dal fatto che fra i 20 ministri presenti 17 hanno dimostrato un’ottima conoscenza della nostra lingua.
In questo giorno tradizionalmente sono in programma conferenze e serate di poesia, aperte a tutti gli interessati alla storia della letteratura patria.
Dice Larisa Baranova-Goncenko, coopresidente dell’Unione degli scrittori della Russia:
Invitiamo tutti alla nostra festa. Credo che sia meglio vedere una volta che sentire un centinaio di volte, perche’ lo stesso Puskin ringrazio’ i contemporanei che avevano trovato nelle sue opere cinque errori di grammatica, perche’ Gogol disse che la parola e’ il piu’ prezioso dono di Dio.
Oggi il russo e’ fulcro dell’unita’ fra le 150 etnie della Russia.