lunedì 28 luglio 2014

Corea, ripartono i colloqui fra Nord e Sud per il Grande dizionario comune del popolo

da www.asianews.it

COREA
Il progetto è nato nel 2005 a causa della sempre maggiore distanza culturale fra i due lati del confine. Il Sud ha adottato termini internazionali che nel Nord non sono mai arrivati, e la differenza dei dialetti - già esistente - si è fatta più radicale. Lo scopo, spiega Seoul, è "preservare l'eredità culturale coreana e superare le distanze linguistiche".


Seoul (AsiaNews) - I governi delle due Coree si sono accordati per far ripartire il progetto del Grande dizionario della lingua del popolo coreano, un testo comune che ha come scopo quello di preservare l'idioma nazionale e ridurre la distanza culturale fra i due Paesi, divisi sin dalla fine della Guerra civile del 1950-1953. I lavori ripartiranno domani nella città cinese di Xinyang e andranno avanti fino al 6 agosto. Il progetto è stato approvato dal ministero dell'Unificazione di Seoul.
La delegazione sudcoreana è composta da 32 linguisti, mentre non vi sono particolari su quella del Nord. Park Soo-jin, vice portavoce del ministero, ha spiegato che il governo di Seoul "ha sempre permesso e auspicato contatti e scambi culturali e sociali con Pyongyang. L'esecutivo ha dato il permesso di riprendere gli incontri sul Grande dizionario alla luce del significato che questo testo avrà nel preservare l'eredità culturale coreana e superare le distanze linguistiche fra i due lati del confine".
Il progetto è nato nel 2005 ma ha subito diverse interruzioni a causa della tensione militare che, in maniera ciclica, blocca i rapporti fra i due governi. Le provocazioni militari del Nord e il suo programma atomico hanno portato a un "blocco totale" dei rapporti che è durato dal 2012 all'inizio del 2014. Ora alcuni segnali indicano che Pyongyang ha intenzione di far ripartire gli scambi "non politici", anche in considerazione del bisogno incessante di aiuti umanitari da parte della comunità internazionale.
Da un punto di vista ufficiale, entrambe le Coree parlano la stessa lingua. Tuttavia, le influenze subite negli ultimi decenni dal lato meridionale e le differenze già esistenti fra i diversi dialetti hanno reso più evidente la distanza culturale fra i due lati del confine. Va poi considerato che il Sud è rimasto sempre aperto al dialogo con il mondo, e come tanti altri Paesi ha recepito diverse parole straniere; il Nord, al contrario, ha portato avanti una politica di isolamento che le ha consentito di mantenere un linguaggio più simile a quello degli inizi del '900.
Un esempio pratico di questa distanza viene dal calcio, uno dei pochissimi sport trasmessi dalla televisione nazionale di Pyongyang con l'aiuto - e il segnale - dei canali del Sud. Mentre in Corea del Sud il portiere di una squadra viene chiamato "goalkeeper", termine inglese usato in diverse altre nazioni, nel Nord il termine ufficiale è "munjigi", che significa "il guardiano dei cancelli".

venerdì 20 giugno 2014

L’italiano è la quarta lingua più studiata nel mondo

da www.corriere.it

Al primo posto l’inglese, al secondo il francese e al terzo lo spagnolo. Dietro il successo anche la passione per la nostra cucina

di Marco Gasperetti mgasperetti@corriere.it



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Il rating è lunghissimo, un elenco di più di seimila nomi, ordinato rigorosamente, come una classifica universale. Sono le lingue più studiate al mondo. Al primo posto, e non è una notizia, c’è l’inglese, al secondo il francese, al terzo lo spagnolo. E, sorpresa, al quarto c’è l’italiano. Sì, proprio l’idioma di Dante, che supera cinese, giapponese, tedesco. Un trionfo, insomma. Inaspettato, per i non addetti ai lavori, una conferma per linguisti e cultori dell’italianistica. Che da martedì 17 giugno a Roma (Palazzo San Macuto) si ritrovano per una giornata di studio dedicata alla lingua italiana come strumento di promozione dell’Italia all’estero. Un evento organizzato da Icon, il consorzio di 19 università italiane con sede a Pisa, che ha organizzato la prima laurea in italianistica su Internet dedicata agli stranieri riscuotendo adesioni e consensi al di là di ogni aspettativa. «Analizzeremo la nostra lingua come fattore di sviluppo, anche economico, per l’intero Paese – spiega il professor Mirko Tavosanis, direttore di Icon -. E cercheremo di portare un contributo di idee gli Stati Generali della lingua italiana nel mondo, lanciati dal Ministero degli affari esteri e in calendario in ottobre a Firenze». L’inizio è incoraggiante. Il rating è stato realizzando confrontando più fonti (quasi tutte universitarie) dei paesi stranieri e nella giornata di studio saranno presentati cifre e curiosità.
Il professor Tavosanis: «Il successo dell’italiano?Anche il cibo ha fatto da traino, magari solo per saper leggere le ricette»
Il motivo del successo dell’italiano? «Credo la popolarità e la diffusione della nostra lingua, maggiore a volte degli idiomi di importanti potenze economiche, sia dovuto a più fattori – spiega Tavosanis -. Il primo è certamente la cultura italiana. Non solo Dante, però, anche i gli scrittori contemporanei. Piacciono in ugual modo narrativa, poetica, saggistica. Poi influisce molto la musicalità del parlare italiano e ovviamente la lirica nella quale trionfa. Anche il cibo, soprattutto negli ultimi anni, ha spinto tanti stranieri a studiare i nostri vocaboli, magari solo per leggere divine ricette». Secondo Tavosanis, l’amore per l’italiano deve essere una spinta per un notevole rinnovamento culturale. «Tutti i soggetti che operano per la promozione della lingua e cultura italiana all’estero – spiega il professore - sentono l’esigenza di un profondo rinnovamento dell’intero sistema. Dobbiamo individuare le idee per una politica che tenga conto delle nuove condizioni del mercato delle lingue e della competizione culturale nel mondo globalizzato. Questa politica permetterà di valorizzare le potenzialità del patrimonio italiano e attivare connessioni fra promozione della lingua e cultura e promozione dell’economia. Per esempio, avere studenti stranieri che studiano in Italia usando l’italiano è una garanzia di futuri rapporti con le classi dirigenti di molti paesi in rapido sviluppo economico». Il Consorzio Icon (Italian Culture on the Net) associa 19 atenei italiani per promuovere e diffondere, per via telematica, la lingua, la cultura e l’immagine dell’Italia nel mondo. Attraverso il sito www.italicon.it studenti stranieri e italiani residenti all’estero possono scegliere all’interno di un’offerta didattica che comprende un corso di laurea triennale in Lingua e cultura italiana, quattro Master e un’ampia serie di corsi di lingua italiana.