domenica 23 agosto 2015

Facecjoc, il social in dialetto ha anche la sua moneta virtuale

da mattinopadova.geolocal.it

Viaggia verso i tre milioni di utenti la piattaforma tutta italiana con il dialetto veneto integrato
Gianluca De Bortoli
Gianluca De Bortoli
PADOVA. Viaggia rapido verso i tre milioni di utenti e non ha intenzione di fermarsi: è ‘Facecjoc’ (‘cjoc’ in friulano significa ‘ubriaco’ ma anche ‘matto’), il social network tutto italiano e con tanto di dialetti integrati.
Nato nel 2010 da un’idea del programmatore informatico udinese Gianluca De Bortoli, 44 anni, si è rivelato un progetto vincente: i navigatori di questo insolita piazza virtuale popolano i propri profili scegliendo il proprio vernacolo di riferimento ed utilizzandolo per tutte le ormai consuete funzioni social.
E quindi da un “gà cambià el so profìo” al “scrivi calcossa” fino al classico “me piàxe” un veneto può sicuramente trovare soddisfazione nell’esprimersi, anche social-mente, nel suo dialetto.
Questo vale per altri dieci dialetti della penisola, senza escludere poi le lingue straniere come il russo, l’inglese, lo spagnolo e il turco.
“Il primato di interazione spetta al Veneto, con quasi 300mila iscritti” racconta De Bortoli. “La novità di questa estate 2015 sono gli ‘Eurocjoc’, la moneta virtuale di Facecjoc. Sul sito, infatti, le attività svolte da ogni singolo utente registrato vengono premiate con dei punti attività: postare una foto, ad esempio, fa guadagnare un punto attività, e così pubblicare un commento, un video o altri media. I punti attività vengono poi trasformati in Eurocjoc (un punto = un Eurocjoc), che danno la possibilità di avere gratuitamente alcuni articoli messi a disposizione dagli sponsor nel negozio virtuale “Cjocshop”.
Un’innovazione, questa, che rende questo ‘glocal network’ l’unico che devolva parte degli introiti pubblicitari agli utenti.
“Si cambia di fatto il modo di fare pubblicità, aumentando l’interesse nelle visite dei vari sponsor e premiando gli internauti che, con la loro presenza, fanno sì che Facecjoc diventi sempre più noto. Permettendo, inoltre, agli sponsor stessi di intraprendere una campagna pubblicitaria pagandola con un vero e proprio scambio merce”, continua De Bortoli.
“I profili degli utenti sugli altri social network creano un introito ben valutato. Facciamo l’esempio di un utente medio: crea gratuitamente il suo profilo, lo riempie di foto, di informazioni personali, di luoghi visitati. E ancora: manifesta le proprie idee, religioni e hobby attraverso i suoi post. Non solo: per fare tutto questo cerca smartphone e tablet sempre più avanzati che, guarda caso , sono già venduti con le ‘app’ dei social più noti. Tutto questo “lavorare” gratuitamente per una piattaforma porta alle agenzie di pubblicità un flusso di dati enorme e prezioso, che viene poi venduto al miglior offerente per la diffusione di messaggi pubblicitari. Si stima che un profilo medio possa
valere fino a 100 dollari. E l’utente registrato? Cosa ci guadagna? Nulla”. Da qui la scelta di motivare con questa moneta virtuale gli utenti di Facecjoc, che potranno fare vita e pure acquisti social, in una virtualità che possa portare loro anche qualche vantaggio materiale.